“Intorno all’Abbazia di Montecassino, sorsero vari monasteri, tra tutti n’ è il più celebre quello di Santa Maria dell’Albaneta, fondato nel decimo secolo, a mezzo miglio a sudovest del Santuario, in una deliziosissima posizione; e vi si recano i monaci a ricreazione ed a luogo di convalescenza”

 

L’Albaneta, tenuta dei padri benedettini di Montecassino, è un luogo ricco di storia, di cultura e ricchezze paesaggistiche. Nei suoi quasi 300 ettari contiene le rovine di ben due prepositure dell’Abbazia di Montecassino, ovvero il Monastero di Santa Maria dell’Albaneta e il Monastero di San Matteo Servorum Dei. Il monastero di Santa Maria dell’Albaneta ha rappresentato un centro molto importante nella vita monastica di Montecassino. Nel monastero, nel 1538 dimorò anche il Fondatore dei Gesuiti Sant’Ignazio di Loyola scrivendo qui parte della sua regola.

Fin dalla sua edificazione risalente circa all’anno 990 d.C, ha ricoperto ruolo di prim’ordine nella Terre Sancti Benedicti, appunto la terra di lavoro, dove i suoi prodotti e colture hanno dato sussistenza alla comunità monastica di Montecassino e famiglie di coloni, ripresa poi nel dopo guerra dai monaci di Montecassino, che hanno utilizzato le proprie masserie fino circa 15 anni fa.

Presenza importante nella memoria storica di tutti noi, sono i tre monumenti a ricordo dell’armata Polacca, per il sacrificio pagato nella riconquista del sacro monte durante la II guerra Mondiale.

All’interno del sito, si possono ammirare moltissime specie di piante e animali, che immersi in questa natura incontaminata hanno trovato il loro habitat perfetto.

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