“Che il monachesimo benedettino sia stato uno dei massimi fattori dell’incivilimento d’Europa, è da tutti ammesso. Né alcuno nega che tale benefica, diuturna ed immane opera si sia compiuta Cruce et aratro, ossia non solo con l’efficacia della predicazione e dell’esempio evangelico, ma anche con il duro lavoro, nel campo tanto intellettuale, che sociale ed agricolo “.(Leccisotti)
“La valorizzazione deII’AIbaneta consisterà nella riqualifica dei percorsi storici, oltre che dei percorsi dedicati alla memoria bellica e la riscoperta delle tradizionali colture della terra, il tutto per la sostenibilità del progetto stesso” cit. Miri
E’ all’interno di questa visione storica che si sviluppa il progetto di recupero legato ad una antica vocazione, del complesso delle aziende agricole di S. Maria dell’Albaneta. I terreni dell’Albaneta, che circondano l’Abbazia, tornano ad essere produttivi grazie ad un progetto che ha coinvolto le maggiori eccellenze del comparto agroalimentare italiano, che sono ora partner del progetto stesso.
Nel suo percorso, Miri ha trovato il sostegno della comunità monastica dell’Abbazia di Montecassino e di tutte le istituzioni presenti sul territorio. L’abbazia di Montecassino fin dal Medioevo ha rappresentato un punto di riferimento in campo culturale, artistico, scientifico.
Il progetto è sostenuto anche da un altro dei prodotti più amati dai consumatori, il Miele, grazie ad una delle realtà più interessanti e più importanti del nostro Paese, molto conosciuta anche all’estero: Mieli Thun, premiato come il miglior miele d’Italia. Questo grazie all’interessamento diretto di Andrea Paternoster, l’”uomo delle api.
Le produzioni deII’AIbaneta saranno dei prodotti identitari per la comunità locale e potranno creare opportunità e indotto al territorio” La coltivazione di orzo, Ia produzione di birra, il miele e la rivalorizzazione del Monastero di Santa Maria dell’AIbaneta sono solo alcuni dei punti del progetto di riqualifica dell’area storica.